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Critical Acclaim

Unprogged

Elegante, folle e variegato. Questo il dipinto sonoro dei Berna Park Hotel. Non se ne sentono molte di band così particolari, così curiose nella loro proposta. Visionari, bizzarri, esteti del suono, i Berna Park Hotel suonano un rock progressivo che ricorda a tratti band come i Mr. Bungle, caratterizzato a tratti da un’eleganza finissima, e a volte spinto in un’esplosione di colori verso una psichedelica ricerca degna dello Zappa più spericolato.Tinte jazz e inquietudine, un onirico surf sulle coste polinesiane nella prima traccia del breve “A Wonderful Time (just forgot the hat)”.Il secondo demo autoprodotto dalla band riesce in meno di 20 minuti a condensare uno ampio spettro di suggestioni, dall’allucinato incedere di “Surfjazz To The Bloody Polynesia”, all’esotica delicatezza di “Sugarfill” fino alla psichedelica e inesorabile marcia di “Three Hundred Quarters”.Anche nella cover di “Digging In The Dirt” di Peter Gabriel, brano di chiusura, la band non effettua un semplice copia e incolla ma dona la sua visione musicale personalissima, la visione di una visionaria realtà come i Berna Park Hotel.

Rockambula

Questo lavoro emana una freschezza e una giocosità degne di nota. Da quando li ho ascoltati mi sono rimasti nella pelle. "Surfjazz to the bloody Polynesia" rappresenta un po' la bandiera di questo colorato gruppo. Un rock d'avanguardia che si muove su terreni inusuali producendo una musica particolare. Un po' come l'apprendista stregone della Disney, i Berna Park Hotel, giocano con i suoni e con le mescolanze sino a far esplodere il calderone in colori, bizzarrie e tanta originalità.

La Scena

Scoppiettanti e sperimentali, questi cinque ragazzi veneti seguono soltanto la linea della loro arte, piena di spunti, sia jazz sia "zappiani". Approviamo la definizione Avant-garde Rock poiché hanno veramente la voglia di provare nuove

Movimenti Prog

Decisamente bravi i Berna Park Hotel: non troppo scontati da essere confusi nella massa ma nemmeno originali per forza tanto da risultare fuori posto

Centro stabile di cultura - Corrado Randon

"E' un continuo pulsare di suoni e colori la musica dei Berna Park Hotel. Come se fosse accompagnata dal battito del cuore che manda sangue al cervello. Gruppo aperto a continui scambi di strumenti a favore del risultato, che è un caleidoscopio di emozioni imprevedibili. Il livello tecnico è un'arma micidiale per rendere un messaggio assolutamente semplice, e questa è intelligenza. Il risultato è godibilissimo e molto epidermico, sembra quasi di vedere un film on location. Ironici e sornioni, i Berna Park Hotel hanno saputo sintetizzare le lezioni di Frank Zappa con il superamento del Prog da parte del Post, e assimilare le nuove tendenze nord-europee che dall'Islanda portano in Belgio e oltre. Musica per i vostri occhi."

Il Giornale di Vicenza

"propongono un rock sperimentale e d'avanguardia, spaziando fra vari generi e mettendo in risalto influenze musicali sempre nuove e diverse"

Wonderous Stories

"il loro avant-garde rock è dei più astrusi, surreale e bislacco, vanesio e sfrontato"

Sul Palco - Ambassadors of Rock

"probabilmente il progetto più originale dei tre giorni dell “Hard Rock Cafè. Propongono un rock-progressive sperimentale decisamente interessante che non lascia dubbio sulle sue radici che si intrecciano tra le note dei grandi del passato come Franz Zappa e il suo “discepolo” Beefheart strizzando però l’occhio al nuovo corso del rock estremo e sperimentale di Mike Patton nei suoi temibili Fantomas"

Rocknotes.it

"hanno una predisposizione particolare a trasformare ogni brano in una piccola opera rock"

Tam Tam

"in tre parole: eleganti, ricercati, complessi"